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Una classica Villa veneta edificata tra il Sei e il Settecento con annesso oratorio e barchessa immersa nella campagna a nord di Padova è stata oggetto di recupero conservativo ridefinendo gli spazi abitativi secondo le attuali esigenze.
Il progetto degli esterni ha visto un certosino recupero di alcune esistenze come quattro esemplari centenari di Lagerstroemia indica dall’, una fontana e la ricostruzione del muro di cinta in mattoni a delimitazione dello spazio.
L’eleganza e il richiamo alla tradizione del giardino formale hanno permesso di creare un ambiente che sembra essere sempre appartenuto alla Villa, quasi una restituzione del maltolto degli anni di incuria ed abbandono.
Un patio in acciottolato e pietra locale, gli arredi in ferro battuto, le siepi formali di Bosso, i vasi in cotto, i percorsi in ghiaino sono tutti elementi che creano uno spazio intimo e senza tempo in cui la magia dell’illuminazione scenografica serale ne prolunga la suggestione.
Il recupero di questa storica dimora ha interessato anche l’esterno con un progetto che ha voluto rispettare i canoni della tradizione classica soprattutto nel prospetto sud proponendo la suggestione del giardino formale con siepi basse di bosso a contenimento di bordure di rose bianche. Eleganza ed equilibrio continuano anche nella parte est con un gioco di siepi di alloro sfalsate , omaggio alla maestria di Pietro Porcinai, occultando la piscina che diventa una “stanza” con privacy assoluta. A nord, l’accesso decentrato ha suggerito un percorso d’ingresso alla villa con una forma sinuosa che sembra non interrompersi, anzi si fonde con l’armonia delle bordure di acidofile e la pavimentazione in acciottolato. Il risultato finale è una serie di ambienti concatenati che non lasciano indifferente l’ospite e permettono quel privilegio di vivere la sensazione di esclusività in una dimensione “senza tempo”.